L'azienda


Proprietario: Alberto Arcangeli
Superficie aziendale: 32 ettari (80 acri)
25 ettari di Chianti e 7 ettari di Chianti Classico.
Varietà prodotta: Sangiovese, Ciliegiolo e Pugnitello
Enologo: Roberto Tarzaniol
L'età media delle viti è di 25 anni.
Regione del vino: Italia - Toscana - Chianti Classico DOCG, Chianti Rufina DOCG, Chianti Colli Senesi DOCG

Lo storico castello medievale di Strozzavolpe (1154) è situato nei dintorni della città di Poggibonsi, nella parte sud-occidentale di Castellina in Chianti e dei colli senesi.

Il castello è circondato da 32 ettari di vigneti, 7 dei quali nella zona del Chianti Classico. I vigneti sono protetti da fitti boschi di lecci e l'alta quota offre una esposizione ben ventilata.

L'uva è sempre stata coltivata nei terreni di questo castello medievale, ma è solo da poco tempo che Alberto Arcangeli, il proprietario dell'azienda, ha deciso di imbottigliare il suo prodotto.

Alberto Arcangeli ha una grande passione per questi vigneti e il vino che produce, ha anche ricercato i cloni originali che una volta erano tipici di quest'area.

Il suolo calcareo-sassoso è ricco di fossili e minerali, che conferiscono ai vini una struttura ammirevole.
Le giornate calde e le fresche notti esaltano un bouquet seducente. Inizialmente i vigneti  erano pochi.
Ora sotto la premurosa mano di Alberto Arcangeli, i vigneti stanno tornando alla loro gloria e il prodotto ha assunto un'ottima struttura.

Il suo Chianti normale è composto da: 90% di Sangiovese con piccole percentuali di Ciliegiolo (uva autoctona antica) e di raro Pugnitello. Ha una beva che richiama la ciliegia matura la quale rende il Chianti genuino. Il bouquet è pieno di bacche rosse,
in particolare  di ciliegie scure, mescolate con spezie sottili poi è ricco di prugne mature e amarene con intriganti sentori di vaniglia e spezie calde. Il Chianti Classico rimane 18 mesi in barrique. È un vino  strutturato in modo particolare. 
È un Chianti Classico di grande eleganza.

Sembra che il nome di Strozzavolpe derivi dall'antica leggenda che racconta di una volpe ferocissima,
quasi diabolica, che avrebbe ostacolato la costruzione del castello finchè, catturata dopo una lunga
caccia piena di trappole e colpi di scena, non fu impiccata.
Il mago del castello però profetizzò che il castello sarebbe durato "quanto il corpo delle volpe",
quindi il furbo castellano la fece imbalsamare e poi fece riempire la carcassa con oro colato per garantire al
castello un'esistenza lunghissima.